21 – Biografia in fieri

28 Dic di editor

21 – Biografia in fieri

Iniziavano i primi freddi e tra i grigi mattini d’autunno un’aria frizzante mordeva i nasi dei viandanti. Il mondo era globalizzato; c’era il buco dell’ozono, una realtà scientificamente documentata; e c’erano, pure, le ricerche sui danni ambientali prodotti da un’epoca industriale all’altra, certezze inopinabili. E, accanto a tutto questo, la tecnologia compiva passi da gigante: le comunicazioni erano satellitari, e gli umanoidi, una verita che stava per esordire. Ma la brina era scomparsa dalle gelide albe autunnali. Si poteva imputare un fenomeno del genere alla comparsa del “Nino” che le cronache raccontavano avesse fatto la sua apparizione tanto tempo fa e che, pure, in poco tempo, avrebbe sconvolto la meteorologia. E se si giudicassero i primi decenni del ventunesimo secolo il Nino c’era! 

Anche se nessuno ne parlava più; ma il surriscaldamento globale, lo scioglimento dei ghiacciai l’innalzamento dei mari, erano uno sconvolgimento naturale dietro l’altro cui l’azione dell’uomo aveva dato sì una mano a scatenare, ma era il Nino a condurre le danze! Era facile fare da Cassandra, da quella che ravvisava i prodromi di una apocalisse prossima ventura di fronte ad un qualsiasi cambiamento climatico? E perché? Per un innato senso di catastrofismo? O, per la consapevolezza che ormai non ci fosse più niente da fare? E se non era una idea distopica, cosa altro poteva essere? La descrizione del lento declino del mondo? Il suo crepuscolo? O, non era, piuttosto, la visione di un inguaribile pessimista? Qual era Tullio, che amava giudicare ma a cui non piaceva essere giudicato. Faceva parte del suo modo di essere per apparire, e la sua applicazione, diceva, che favorisse la maturazione del suo carattere. Era un modo di essere simile a quello della natura. Era così e l’unico modo per comprenderlo, era constatarlo. Iniziavano i primi freddi ed era come se si fossero svegliati con essi i primi dolori. Segno di una età in là con gli anni. Era l’atro si, il poco movimento, la pigrizia? Era tutto questa, e soprattutto gli anni che non tornavano indietro. Tullio ci provava pure a farli andare indietro, ma andavano comunque avanti, nonostante gli enormi sforzi. Compleanno dopo compleanno. Marciavano compatti. Sette file per otto. Un complotto alle sue spalle, pensò un giorno Tullio, ordito dalla natura? Ci voleva proprio tutta la fervida fantasia per partorire una idea simile. Ci mancava pure il complotto, non bastavano le leggi naturali in sé! No, la natura si doveva accanire contro di lui! Ma, cosa gli aveva fatto mai alla natura? L’avrà criticata! Tutto qui! Ma, perché l’accanimento?

Domande senza risposte!?

L’imperscrutabilità della natura era pari a quella dell’uomo! Era così! Senza una ragione, compresa pure la natura del Nino


Valutazioni Giuria

21 – Biografia in fieri – Valutazione: 12

Gaia:
A che pro scrivere un testo che il lettore non può comprendere e che non comunica nulla?

Matteo:
Racconto imperscrutabile. La trama si nasconde tra le righe troppo dense e ingarbugliate di un flusso narrativo davvero difficile da seguire.

Paola:
Il racconto, privo in realtà di trama, è criptico e rende poco piacevole la lettura. Il declino dell’uomo sembra sovrapporsi a quello della natura ma manca anche solo un accenno ad un alito di speranza

Pietro:
Il testo è involuto, difficile da comprendere. Se non ho capito male è la storia di Tullio, che, immaginato il «Nino» per spiegare il declino della natura, si scopre parte di essa. Ma che cos’è il Nino?